Sono Nathan, ho 26 anni e vengo dalle Filippine zona di Manila. Nella mia famiglia siamo in tre con mia madre e mio fratello chi ha un sindrome di Down. Mio padre e morto quando mia madre e incinta di me. Lui era un soldato ed e morto durante uno dei conflitti a Mindanao nel sud delle Filippine. Sono nato durante la dittatoria dove non c’era stabilita come vita politica e economia. La legge marziale ha veramente risultato con tanto violato alla vita umana. Alcune persone periscono ad combattere il governo altri muoiono con fame.
E la mia madre in quel tempo trovava se stessa a lotta tra un governo corrotto, povertà, e due figli da curare. Sono cresciuto in un’area povera dove sembrava che le persone non avevano sogni, ideali, si cercava solo di sopravvivere, l’urgenza era di trovare da mangiare. Fin da piccolo, ogni giorno anch’io uscivo da mia casa per guadagnarmi il pane. Facevo spazzino tra i rifiuti di ricci. Inoltre, ero sempre tentato da tanti vizi in particolare le droghe che e proprio facile di prendere. Cosi cominciavo a prendere quasi tutte le cattive abitudini del posto. Durante questo tempo mia madre si preoccupava sempre di più, era molto difficile per lei. Ad un certo momento la mia madre aveva deciso di lavorare all’estero per guadagnare di più cosi poter ottenere una vita migliore per noi.
Quando stava per partire ha conosciuto il Movimento. Si é sentita attratta da questa vita ed ha deciso di rimanere nelle Filippine. Lei e diventata una volontaria di Focolare cosicché cominciava lavorare per Bukas Palad. Bukas Palad vuol dire ‘mani aperte e uno dei centro sociale di Movimento di Focolare tal quale aiuta i poveri in vari posti. Dopo anch’io ho cominciato ad interessarmi della vita dei Gen (Giovani di Movimento di Focolare), dei loro incontri, delle loro giornate. Ed il fatto che tutti venivano da differenti livelli sociali mi ha proprio colpito. Ricchi e poveri insieme, vivendo tutti in un’atmosfera di famiglia.
A un punto mi sembrava che vivevo due vite: una vita tipica di ragazzo della strada ed un’altra come un Gen. Pero lentamente ho cominciato a rendermi conto che Dio mi ama come un padre. Era strano perché mai l’avevo un padre almeno non siamo visti. Come può sentirsi allora. Non era facile per me vivere quello che avevo imparato in mezzo dei Gen. Ma ogni giorno la convinzione di una nuova vita mi dava più forza. Cominciavo a fare anche io belle esperienze.
La più forte e stata per me quando dovevo dare qualcosa di molto importante per me. Un giorno, un incendio ha colpito il nostro quartiere e cosi un amico l’ha perso tutto, tutto. E mi chiedeva vestiti o qualunque aiuto che posso darlo. Avevo due paio di scarpe, l’usavo il più nuovo solo quando c’e un occasione speciale. Ed ecco arrivato l’occasione speciale che posso amare Gesù. Sono povero anche io ma con tanta difficoltà ho esperimentato la gioia di poter dare qualcosa a quel che aveva ancora meno di me. Ho dato il nuovo paio di scarpe.
Ma Dio non mi lasciato vincere in generosità. Ho difatti avuto diverse borse di studio. Un ragazzo della strada come me non arriva mai a fare l’università. E grazie a Dio sono laureato in commercio economia.
Un altro esperienza e con il mio fratello. Volevo un fratello a chi posso parlare, giocare e a far sentirmi ma non era facile come lui e handicappato, lui e con sindrome di Down. Mi sembrava prima che lui e un peso, un’altra sfortuna che accaduto a noi. Ma dentro di me sentivo un dolore profondo che gridava che devo amare Gesù nel mio fratello. E cosi ho cominciato di cercare di amarlo. Una volta eravamo in un posto pubblico da soli e lui si sentiva cosi male che ha cominciato piangere e lui gridava fortissimo. Ed io ero presso in shock, cercavo di parlasse ma veramente non riuscivo di capirlo. Perché ero in un disposizione non per amarlo ma ero preoccupato che tutta la gente ci guardavano e perciò mi sento vergogna. Ho detto una preghiera a Gesù dicendo che anch’io vorrei abbracciare questo piccolo croce. Subito le cose diventata semplice, il mio fratello ha visto che proprio il mio atteggiamento e cambiato. Lui mi ha fatto un gesto che l’ha male di pancia. E cosi ho potuto fare le cose necessario e tutto andata bene.
È come uno dei Giovani per un mondo unito di Manila, il più notevole impegno che ho partecipato era durante l’elezione onale in filippine. Sono uno dei givani che a fatto nascere White Forum. Wf e un gruppo di gioventù imparziali con la prospettiva distinta del settore di gioventù, discutere ed agire sulle questioni socialmente pertinenti, iniziando con le elezioni prossime. Crediamo che unito, possiamo fare una differenza. È stato subito chiaro che far parte di Wf sarebbe stato un lavoro monumentale: registrare i giovani, che sono il 62 per cento dei votanti è un compito enorme. C'è sempre la tentazione d'essere apatico, soprattutto conoscendo la politica filippina attuale, definita la politica dell'ambizione e della divisione. Nonostante tutto, come altri giovani del Wf, ho scelto d'essere parte della soluzione piuttosto che del problema. Certo a volte vorrei anche io cedere alla tentazione, provocata da tutto l'ambiente che ci circonda, di agire in modi più aggressivi, come fare lobby o manifestare davanti alle varie sedi del governo, per denunciare le conseguenze della sua incapacità; adoperare i mass media per affermare le nostre opinioni, e costringere la gente a far valere le loro scelte politiche; oppure lavorare decisamente a fianco di candidati che condividano i nostri valori e le nostre posizioni politiche. Ma poi mi rendo conto che per provocare un reale cambiamento, l'idealismo da solo non mi porterà da nessuna parte.
Con l'Ideale dell'unità, che ho imparato e vivo con i giovani dei Focolari, e che è apertura e dialogo, so che in qualche maniera devo tradurre la politica in amore.
Durante l’anno 2002 sentivo che volevo capire in profondità questa vita e siccome sono già capace di affrontare una vita degna per me cosi sono andato a Montet Svizzera per la scuola Gen. Dopo un anno di col pianezza di gioia vissuta a Mariapoli Foco, sentivo che voglio ancora imparare meglio a vivere come Gesù ha fatto. Con grande unita col mio Assistente Gen e Capo Zona a Manila abbiamo visto insieme che sarà bellissima fare la scuola dei popi esterni a Tagaytay. Un anno dopo sento fortissimo la mano potente di Dio all’ opera che mi guida al consacrare la mia vita nel Focolare. L'unica cosa che conta e di fare la volontà di Dio, tenere Gesù in mezzo a ogni persona e l’umiltà di Cristo stesso sulla croce che mi dava forza di accettare il mio proprio posto.